"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"
Siamo una grande famiglia. Per questo ci presentiamo come Tenerè Family: perché siamo, prima di tutto, una famiglia che si rivolge alle famiglie.
Dietro questo progetto ci siamo noi, due sorelle, accompagnate dai nostri piccoli grandi maestri di vita: Andrea (9 anni) e il piccolo Vittorio, per tutti semplicemente Vik (1 anno). Vivere la quotidianità insieme a loro ci ricorda ogni giorno quanto i bambini abbiano bisogno di spazi autentici, relazioni vere e contatto con la terra.
Crediamo fortemente nella Outdoor Education (l'educazione all'aperto), una filosofia pedagogica che mette la natura al centro del percorso di crescita.
Ma cosa significa concretamente per noi?
L'ambiente come maestro: La natura non è solo una "cornice" dove giocare, ma un'aula a cielo aperto ricca di stimoli imprevedibili e continui.
Apprendimento esperienziale: I bambini imparano facendo, muovendosi nello spazio, sperimentando con i propri sensi e affrontando piccole sfide commisurate alle loro capacità.
Salute, autonomia e resilienza: Stare all'aria aperta in tutte le stagioni rafforza il corpo, stimola la creatività, allena la risoluzione dei problemi e sviluppa una naturale fiducia in sé e negli altri.
All'Oasi non proponiamo lezioni frontali, ma esperienze vive da condividere insieme, da famiglia a famiglia.
In genere, quando qualcuno legge il nome dell'azienda, le reazioni tipiche sono due: silenzio seguito da 'come mai questo nome strano?' oppure 'grandeeee, come la moto!'. Spieghiamo questo 'strano nome' e, attenzione spoiler, non è in onore della mitica yamaha.
"Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare..." cantava Fossati
Per noi, la storia dell'albero del Tenerè, è stata una chiamata, una folgorazione.
L'Arbre du Tenerè (l'albero del Tenerè) era un'acacia solitaria che si ostinava a sopravvivere nella distesa ostile del deserto del Sahara.
Questa regione non era sempre stata desertica: durante il periodo Carbonifero era coperta dal mare, poi si trasformò in una foresta tropicale.
Tuttavia, poco a poco, i cambiamenti climatici ridussero l'area ad un'inospitale distesa di sabbia.
Nel corso del tempo, morirono tutti gli alberi tranne uno, che rimase l’unico superstite in un raggio di 400 km!
Ma come era possibile? Il mistero venne risolto nel 1938/39 quando, dopo aver scavato un profondo pozzo, si scoprì che il sistema radicale dell'albero si spingeva fino a 35 metri di profondità, trovando nutrimento e vita direttamente in una sorgente.
Quest'acacia rappresenta uno dei meravigliosi esempi di Resilienza della Natura: la capacità di un elemento di trovare l'Equilibrio all'interno di un sistema, per quanto estremo esso sia.
Abbiamo scelto questo nome, quindi, poiché la nostra ambizione è quella di ricreare un sistema aziendale in cui tutti gli elementi (naturali, economici, sociali e produttivi) possano essere in equilibrio tra loro..proprio come la 'nostra' acacia nel deserto!
Una parte della famiglia
L'albero del Tenerè
Quello che facciamo secondo Alessandro, giovane membro di Tenerè